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Le forme di gengiviti più accentuate sono caratterizzate da una proliferazione epiteliale che nelle zone interincisive assume il quadro di una papillite, a volte così sviluppata da essere nota anche come tumore gengivale o epulide gravidica.Quest’ultima è un granuloma piogenico gengivale, indolore, rotondeggiante, sessile o peduncolare, di consistenza elastica o semisolida, di superficie liscia o moriforme, con un colorito che va dal rosa al rosso al violaceo, a seconda della struttura dell’epulide.La gengivite gravidica è il risultato di una combinazione di stimoli fisiologici, di un aumentata risposta alla placca batterica e di un deficit di vitamina C Diversi studi hanno dimostrato le funzioni immunosoppressive degli ormoni durante la gravidanza.In questa fase, infatti, si riduce l’attività delle cellule aspecifiche di difesa e dei fibroblasti, ma soprattutto quella dei linfociti T.Caratterizzato da un breve periodo di latenza, presenta una buona attività anestetica e di superficie.In sede di applicazione, a dosi terapeutiche, non provoca fenomeni irritativi locali.

I migliori, certamente, sono i colluttori a base di Clorexidina, la piu’ efficace sostanza antiplacca, o sciacqui a base di Triclosan.

L’epitelio di rivestimento si presenta talvolta ulcerato, talora ispessito con impronta acantosica.

Ha generalmente una forma rotondeggiante raggiungendo anche il volume di una ciliegia.

I cambiamenti ormonali, l’aumentata percentuale di batteri gram-negativi, la diminuzione del p H delle ghiandole salivari costituiscono una serie di fattori cariogeni o comunque favorenti l’insorgere o l’aggravarsi di patologie odontostomatologiche.

L’impregnazione ormonale gravidica di HCG, Prolattina, Estrogeni, Progesterone e relaxina raggiunge concentrazioni sieriche e tissutali molto superiori a quelle delle donne non gravide.

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